Banche, tra moratorie e conseguenze pandemiche

Banche, tra moratorie e conseguenze pandemiche

7 Aprile 2021 GRC News 0

Il comparto bancario ha conosciuto importanti evoluzioni nell’ultimo periodo, in parte accelerati dall’attuale contesto pandemico. In particolare, gli ultimi mesi hanno visto amplificarsi alcuni fenomeni già presenti in misura ancora limitata, tra cui:

  • è aumentata la liquidità e sono cresciuti i depositi delle Banche, a seguito del crescente fenomeno del cd “risparmio precauzionale” delle famiglie, tipico dei periodi di crisi, e della scarsa attitudine degli imprenditori a investire;
  • è cresciuto il ricorso a canali digitali da parte dei clienti, circostanza che ha accelerato i cambiamenti in corso, sotto il profilo dell’innovazione dei prodotti e dei processi, e ne ha innescati di nuovi sollecitati talvolta dagli stessi clienti, attraverso nuove esigenze soddisfatte in molti casi attraverso partnership con operatori FinTech;
  • l’Npe ratio è sceso ai minimi, principalmente grazie alle numerose cessioni di crediti deteriorati che non si sono fermate anche dopo il primo lockdown;
  • è cresciuto il credito alle imprese, sostenuto dalle ingenti misure di sostegno varate dal Governo, circostanza che a sua volta ha determinato il fenomeno del “bankruptcy gap” rispetto ai mesi precedenti, e la cd “zombificazione” delle imprese;
  • l’industria bancaria ha conosciuto nuovi processi di integrazione e ha avviato riflessioni sull’opportunità di procedere a ulteriori concentrazioni da parte di altri operatori;
  • sono state approvate nuove regole di ingaggio per gli esponenti bancari nell’ottica di assicurare alle Banche livelli di preparazione e professionalità sempre maggiori, al fine di favorire la sana e prudente gestione.

Per i sistemi bancocentrici come il nostro i prossimi mesi saranno determinanti, in particolare le Banche dovranno far fronte agli effetti conseguenti alle prime manovre di riduzione delle misure di sostegno varate nel corso della pandemia: limitazioni nelle moratorie e garanzie pubbliche ridotte comporteranno la necessità di selezionare accuratamente le controparti a cui concedere nuovi affidamenti, mentre sul portafoglio in essere dovranno essere rinforzate le attività di monitoraggio del rischio di credito.

Dal 30 giugno entrano in vigore le Guidelinee su Origination e Monitoring del credito, ultimo tassello di un più articolato sistema di norme e regolamenti che ha interessato uno dei principali problemi che gli istituti bancari si sono trovati a fronteggiare nell’ultimo decennio: l’asset quality del settore bancario.

Nei prossimi mesi le Banche saranno quindi chiamate a rinnovarsi per rispondere alle numerose sfide da affrontare. E’ importante in primis che si preparino al prossimo inevitabile deterioramento del rischio di credito, attraverso un’opportuna differenziazione tra:

  • esposizioni che hanno risentito solo marginalmente della pandemia e che necessitano di un’attenta azione di monitoraggio e di una tempestiva applicazione degli strumenti di gestione del rischio di credito;
  • esposizioni che evidenziano segnali di deterioramento strutturale del merito di credito, che devono essere classificati nei bucket di rischio più avanzati nella catena di identificazione del rischio di credito e che necessitano di più elevati di accantonamento.

A tal fine occorre intercettare fenomeni di intensificazione dei rischi nei settori economici più vulnerabili che con più probabilità risentiranno molto più a lungo degli effetti della pandemia. La valutazione degli impatti strutturali della pandemia sui diversi comparti di attività economica implica la necessità di disporre di fonti informative supplementari, quali analisi economiche settoriali di segmenti del portafoglio corporate o dati sulla situazione lavorativa per i prestiti alle famiglie. Assume inoltre rilievo lo sviluppo di robusti indicatori e informazioni gestionali interni per tracciare la situazione dei debitori allo scadere delle moratorie di pagamento.

Non ultima la necessità di adeguare le policy e le procedure creditizie in modo da definire chiari criteri per distinguere i casi di misure di concessione accordate soltanto come soluzione temporanea da situazioni di deterioramento più durature e significative.

Infine occorre disporre di capabilities, in termini di competenze e di risorse tecnologiche (sistemi di early warning), atte a rilevare tempestivamente queste differenze nel comparto creditizio, in modo da gestirle efficacemente.

A cura della Divisione GRC

 

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