Blockchain e Nft a sostegno dell’industria cinematografica

Blockchain e Nft a sostegno dell’industria cinematografica

20 Dicembre 2021 Corporate Finance News 0
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L’adozione della tecnologia blockchain potrebbe consentire l’implementazione di un ecosistema decentralizzato di finanziamento del cinema, in grado di apportare vantaggi sia ai creatori, sia alla community che supporta i progetti.

Nell’ultimo biennio, il settore cinematografico è stato severamente colpito dalla crisi economica ascrivibile alla pandemia Covid-19. Nel 2021 il box office mondiale varrà circa 21,6 miliardi di dollari. Tale valore, sebbene superiore dell’80% rispetto al box office del 2020, rimane tuttavia inferiore del 49% rispetto al botteghino del 2019 (ultimo anno prima dell’emergenza sanitaria).

A fronte di tale scenario, l’industria del cinema è alla ricerca di soluzioni di finanziamento innovative per sostenere la produzione di nuove pellicole, in grado di coinvolgere direttamente anche fan e spettatori. In particolare, negli ultimi mesi sono state promosse diverse iniziative, correlate al mondo della blockchain, delle crypto e degli Nft, per consentire ai player del settore di reperire risorse finanziarie alternative, trasformando l’industria cinematografica in un ecosistema aperto a nuove e diverse tipologie di investitori.

Tra le iniziative emergenti si segnala la francese Klapcoin, nata a dicembre 2021 allo scopo di agevolare il rilancio dell’industria cinematografica francese, che ha perso più di 400 milioni di euro rispetto al periodo antecedente alla crisi Covid-19. Klapcoin è una criptomoneta sviluppata e lanciata dall’attrice, regista e produttrice francese Sarah Lelouch, figlia del famoso regista Claude Lelouch, vincitore di un Premio Oscar, di una Palma d’oro e di un Golden Globe.


Acquistando la moneta virtuale gli investitori, non necessariamente professionisti del settore, potranno finanziare direttamente la produzione di nuove pellicole, che si distingueranno per qualità e originalità. Una commissione di professionisti del settore selezionerà i progetti da finanziare, garantendo una diversificazione di generi e format. La quotazione della criptovaluta sarà direttamente correlata ai redditi generati dai film finanziati, una volta che usciranno nelle sale cinematografiche. In caso di successo al botteghino, quindi, gli investitori vedranno aumentare il valore della loro moneta.


Klapcoin non è una novità assoluta nel settore. Nei mesi precedenti, a Toronto è stato lanciato un progetto analogo, chiamato Mogul Productions, volto a consentire a creator con buone idee ma pochi fondi di affidarsi alla community per realizzare le loro opere. In questo caso l’acquisto del token “Stars”, oltre che supportare economicamente i registi, garantisce agli investitori il diritto di selezionare i film da finanziare, attraverso un meccanismo di voto.

L’idea di ricorrere alle criptomonete per sostenere le produzioni cinematografiche è stata adottata anche ad Hollywood. In particolare, il film “No Time to Die”, venticinquesimo capitolo della saga di James Bond, è stato parzialmente finanziato attraverso l’emissione di un token.

fonte: reddit.com

Oltre alle crypto, anche gli Nft si stanno affermando nel mondo del cinema quale canale di finanziamento alternativo. Un Nft (Non-fungible token) è una tipologia speciale di token crittografico che rappresenta l’atto di proprietà di un bene unico (digitale o fisico). Rispetto ad una criptovaluta, quindi, un Nft si differenzia in quanto non fungibile, ossia non reciprocamente intercambiabile. Con gli Nft è quindi possibile trasformare la scena di un film o anche gli oggetti utilizzati nella scenografia per comporre opere d’arte virtuali assolutamente uniche e con un valore intrinseco.

A Wing and a Prayer”, il nuovo film di Martin Scorsese, sarà interamente finanziato attraverso gli Nft, ovvero certificati digitali di proprietà che garantiranno agli investitori (semplici fan o istituzioni) sia una quota dei profitti che il film otterrà al botteghino, sia benefit di varia natura quali, ad esempio, incontrare i protagonisti, assistere alla prima e visitare gli studi dove il film è stato girato. L’idea di finanziare il film attraverso Nft è di Niels Juul, già produttore esecutivo del film di Scorsese “Irishman”, del 2019. L’obiettivo di Niels, che per l’occasione ha fondato la società di produzione Nft Studios, è quello di raccogliere risorse finanziarie per un ammontare compreso tra 8 e 10 milioni di dollari.

Anche Warner Bros, in collaborazione con la start-up Nifty’s, il 30 novembre 2021 ha messo in vendita 100 mila avatar unici in formato Nft, ispirati al film “The Matrix Resurrections”, in uscita nelle sale il prossimo 22 dicembre. Ciascun Nft è stato proposto ad un prezzo di 50 dollari.

fonte: niftys.com

L’iniziativa ha raccolto il consenso di centinaia di migliaia di fan, tanto da mandare in crash la piattaforma in cui era possibile acquistare gli avatar. In precedenza, sempre Warner Bros e Nifty’s avevano lanciato un progetto similare, avente ad oggetto Nft ispirati ai personaggi del film “Space Jam: A New Legacy”, intercettando l’interesse di migliaia di sostenitori.

fonte: niftys.com

È opinione diffusa che, ad oggi, il settore cinematografico ruoti attorno a meccanismi troppo lenti e farraginosi, sia con riferimento al fundraising, sia per quanto riguarda la tutela della proprietà intellettuale. Tale fenomeno è ancora più evidente se si prendono in considerazione autori emergenti o poco quotati, costretti a vendere le loro sceneggiature a prezzi irrisori.

Attraverso la tecnologia blockchain è ormai possibile investire sia su film di grande calibro, sia su film di budget minori e indipendenti. L’adozione di criptovalute e Nft può trasformare un’opera cinematografica in un’opportunità di investimento accessibile a tutti. La blockchain è altresì in grado di tutelare la proprietà intellettuale: attraverso la tokenizzazione un autore può registrare l’autenticità della propria opera e ottenere maggior potere negoziale con le produzioni, cosa che si traduce in condizioni più eque in caso di cessione dei diritti d’autore.

A cura della Divisione Corporate Finance di Consilia Business Management

 

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