La strategia nazionale per le startup e le PMI innovative

La strategia nazionale per le startup e le PMI innovative

4 Maggio 2021 News Tax 0

Con l’introduzione del D.L. 179/2012 l’Italia ha implementato una strategia rivolta alle nuove imprese ad alto valore tecnologico con l’obbiettivo di facilitarne la nascita e lo sviluppo, dando così vita allo Startup Act.

Innanzitutto, lo Startup Act fornisce una definizione di “startup innovativa” dettando i seguenti criteri come essenziali per ottenerne lo status:

  • è necessario che l’impresa sia di nuova costituzione o costituita da non più di 5 anni;
  • abbia residenza in Italia o in altro paese appartenete all’Unione Europea, purché abbia la sede produttiva o una filiale in Italia;
  • registri un valore della produzione annuo inferiore a 5 milioni di euro;
  • l’oggetto sociale sia esclusivamente o in prevalenza l’innovazione tecnologia;
  • non sia il risultato di fusioni, scissioni o cessioni di rami aziendali;
  • non sia quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione.

In aggiunta ai criteri appena evidenziati, secondo il D.L. 179 la startup deve altresì rispettare almeno 1 dei seguenti 3 requisiti:

  • abbia sostenuto spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
  • impieghi personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
  • sia titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

Acquisendo il titolo di startup innovativa, l’impresa può quindi usufruire di tutte le agevolazioni disposte dal decreto-legge.

A partire dal 1° gennaio 2017, per gli investitori che effettuano investimenti in capitale di rischio in startup innovative è disponibile un importante sgravio fiscale, a condizione che le quote di partecipazione vengano mantenute per un periodo minimo di 3 anni:

  • per le persone fisiche, una detrazione dall’imposta lorda Irpef pari al 30% dell’ammontare investito, fino a un massimo di 1 milione di euro;
  • per le persone giuridiche, deduzione dall’imponibile Ires pari al 30% dell’ammontare investito, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro.

In aggiunta, da settembre 2013, le startup innovative possono ottenere una garanzia sul credito bancario da parte del Fondo di Garanzia per le PMI, caratterizzato da una copertura fino all’80%, per un massimo di 2,5 milioni di euro.

Possono, altresì, usufruire del programma di finanziamento Smart&Start Italia che prevede l’erogazione di un finanziamento a tasso zero per progetti di sviluppo imprenditoriale con un programma di spesa che abbia un importo compreso tra 100mila e 1,5 milioni di euro. Tale finanziamento copre, senza alcuna garanzia, fino all’80% delle spese ammissibili.

Le agevolazioni si estendono anche agli aspetti finanziari della startup innovativa costituita in forma di società di capitali:

  • possono creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione);
  • effettuare operazioni sulle proprie quote;
  • emettere strumenti finanziari partecipativi;
  • offrire al pubblico quote di capitale.

Le stesse società hanno la facoltà di remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (stock option) e i fornitori esterni con schemi di work for equity; i redditi derivanti non concorrono alla formazione di reddito imponibile né ai fini fiscali e né ai fini contributivi.

È importante citare anche le agevolazioni in ambito fiscale, infatti esse:

  • godono di maggior facilità nella compensazione dei crediti IVA;
  • hanno la possibilità di prorogare il termine per la copertura delle perdite. In caso le perdite d’esercizio comportino una riduzione del capitale aziendale di oltre un terzo, in deroga al Codice civile, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo);
  • non sono soggette alla disciplina delle società di comodo e delle società in perdita sistematica. Pertanto, nel caso conseguano ricavi “non congrui” oppure siano in perdita fiscale sistematica, non scattano nei suoi confronti le penalizzazioni fiscali previste per le cosiddette società di comodo.

In conclusione, le startup innovative sono annoverate tra i cd. soggetti “non fallibili”, poiché in caso di insuccesso possono contare su procedure più rapide e meno gravose rispetto a quelle ordinarie per concludere le proprie attività. Sono assoggettate in via esclusiva alla procedura di composizione della crisi da sovra-indebitamento e di liquidazione del patrimonio, con l’esonero dalle procedure di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa. [1]


[1] Fonte: https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Scheda_di_sintesi_ITA-ott2020.pdf

A cura della Divisione Tax di Consilia Business Management

 

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