Nuove sfide competitive attendono le Banche nei prossimi mesi tra cui la New Definition of Default

Nuove sfide competitive attendono le Banche nei prossimi mesi tra cui la New Definition of Default

9 Ottobre 2020 GRC News 0

A partire dal 2021 le Banche dovranno adottare i nuovi standard che modificano in modo significativo la nuova definizione di default. In particolare, il differente procedimento di verifica del superamento della soglia di rilevanza è destinato ad impattare in maniera significativa sulla classificazione delle esposizioni scadute deteriorate delle Banche, in special modo per operatività caratterizzate dalla presenza di ritardi di pagamento sistematici.

Ulteriori elementi di complessità riguardano i Gruppi Economici in relazione ai quali occorre considerare che ai fini del calcolo della soglia di rilevanza concorrono tutte le esposizioni che gli intermediari appartenenti al medesimo Gruppo della Banca hanno nei confronti del debitore (perimetro prudenziale, non contabile).

In tali fattispecie diviene fondamentale individuare in maniera univoca il debitore all’interno del Gruppo, evitando classificazioni differenti tra le varie entità.

Tale contesto è ulteriormente complicato dal fatto che:

  • recentemente l’EBA ha precisato in un comunicato la sua volontà di non voler prorogare le misure di flessibilità sulla classificazione dei crediti sotto moratoria e che, di conseguenza, eliminerà gradualmente le sue linee guida sulle moratorie di pagamento legislative e non legislative in conformità con la scadenza di fine settembre;
  • maggiori rettifiche sui crediti sono attesi con l’entrata in vigore delle nuove regole sul calendar provisioning che prevedono accantonamenti crescenti negli anni, soprattutto per le esposizioni deteriorate unsecured;
  • nei giorni scorsi sempre l’EBA nella sua dashboard trimestrale sui rischi relativa al secondo trimestre 2020 ha rilevato primi segnali dell’impatto della crisi sanitaria sulla qualità degli attivi con l’interruzione del trend pluriennale di riduzione delle sofferenze, l’aumento del costo del rischio e la crescita della quota dei prestiti in bucket 2 dal 7% nel primo trimestre all’8,2% nel secondo trimestre;
  • ancora, la Banca d’Italia ha fornito alcune indicazioni in merito all’applicazione della definizione di default ai sensi dell’art. 178 della CRR,  precisando che nell’ambito delle operazioni di factoring, nel caso dell’acquisto pro-soluto di un credito commerciale scaduto, il conteggio dei giorni di arretrato decorre dalla data di scadenza della fattura.

Alcune stime di impatto degli aspetti sopra specificati ipotizzano un’erosione media sul capitale di c.ca 160 punti base che per alcune Banche ha già comportato la necessità di effettuare aumenti di capitale o porre in essere operazioni straordinarie.

Risulta pertanto fondamentale per le Banche porre in essere interventi operativi, di ridefinizione dei piani e rivisitazione delle strategie sullo stock, e definire nuovi modelli di business in senso più ampio, a partire dai processi direzionali.

Nell’ambito degli interventi da porre in essere si segnala la necessità di focalizzare l’attenzione sul processo di selezione della clientela, anche in chiave prospettica, individuando e privilegiando cluster con profili di rischio sostenibili, anche in ottica di allocazione del patrimonio. Risulterà utile rivedere i cataloghi prodotti privilegiando quelli che, anche per la combinazione di collateral e duration, favoriscono una maggiore efficienza del capitale. Conseguentemente dovranno essere adeguati i modelli di pricing risk adjusted per tenere conto del potenziale maggior costo del rischio derivante dalla possibile futura classificazione a default dei crediti.

Prioritario risulta essere rafforzare i sistemi e i processi di monitoraggio delle performance dei portafogli al fine di intercettare ancor più tempestivamente eventuali segnali di deterioramento.

Infine le Banche devono procedere ad una rivisitazione dei meccanismi incentivanti al fine di responsabilizzare maggiormente le risorse nella fase di gestione dei Npls.

A cura della Divisione Governance, Risk & Control di Consilia Business Management

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *